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VERSAMENTI E PRELEVAMENTI NON GIUSTIFICATI NON COSTITUISCONO REDDITO PRESUNTO

VERSAMENTI E PRELEVAMENTI NON GIUSTIFICATI NON COSTITUISCONO REDDITO PRESUNTO

08 AGO 2016
La Suprema Corte di Cassazione, con la sentenza n. 16440 del 5 agosto 2016, chiude sulla presunzione di contestazione ai professionisti dei versamenti non giustificati, affermando che la sentenza 228/2014 della Corte Costituzionale, ha di fatto escluso ogni tipo di presunzione circa l'imputazione sia dei prelevamenti che dei versamenti effettuati sui conti correnti bancari, affermando ulteriormente che “si sposta, quindi, sull’Amministrazione finanziaria l’onere di provare che i prelevamenti ingiustificati dal conto corrente bancario e non annotati nelle scritture contabili, siano stati utilizzati dal libero professionista per acquisti inerenti alla produzione del reddito, conseguendone dei ricavi, e che i versamenti (pure essi non risultanti dalle scritture contabili), corrispondano, invece, ad importi riscossi nell’ambito dell’attivitą professionale”.

Con la sentenza 6 ottobre 2014 n. 228 la Corte Costituzionale aveva dichiarato, l’illegittimitą dell’art. 32 del DPR 600/73 nella parte in cui, per i lavoratori autonomi, prevedeva che i prelevamenti bancari non giustificati si presumessero, automaticamente, compensi non dichiarati.
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