CONSULENZA TRIBUTARIA, SOCIETARIA E DEL LAVORO

VENDITE ON LINE DALL'ESTERO SEMPRE CON IVA IN ITALIA

21 GIU 2020
Da tempo girano voci circa un comprovato metodo che consentirebbe ai venditori on line di non pagare l'IVA in Italia, nel caso in cui trasporto venga effettuato a cura dell'acquirente (privato consumatore).
Il comprovato metodo si fonderebbe sul fatto che l'acquirente dovrebbe ricercare ed organizzare il trasporto del prodotto acquistato on line.
La questione non è nuova e mi viene da dire che è già stata affrontata dagli organi preposti e cioè dalla Commissione Ue che da tempo ha reso disponibile sul proprio sito uno studio (Working Paper n. 855 del 5 maggio 2015), relativamente al luogo di effettuazione delle operazioni comunemente denominate “vendite a distanza” ed a tal fine direi che non è nemmeno utile abusare del diritto.
L'orientamento UE è stato invece ribadito nella sentenza della Corte di Giustizia del 18.06.2020, relativamente alla causa C-276/2018, ove la Corte ha di fatto affermato che l'imponibilità dell'acquisto effettuato on line dipende dalla completa estraneità del fornitore al trasporto medesimo.
Segnatamente la sentenza ha rimarcato che il trasporto, relativo ai prodotti acquistati on line, deve considerarsi effettuato dal fornitore o per suo conto, allorquando il fornitore si sia prodigato per riuscita dell’iniziativa economica o sia in qualche modo intervenuto in relazione all’organizzazione delle fasi essenziali del trasporto.
Ricordiamo infatti che ai fini dell’applicazione del criterio di territorialità IVA previsto dall’art. 33 della direttiva 2006/112/Ce, le cessioni di beni spediti o trasportati dal fornitore o per suo conto da uno Stato membro a un altro, in presenza di specifiche condizioni, sono rilevanti ai fini IVA nello Stato di destinazione, in deroga alla regola generale dettata dall’art. 32 della medesima Direttiva, che prevede la rilevanza dell’operazione nello Stato di origine.
La Corte ha insomma fornito un’interpretazione estensiva della disposizione diretta a garantire la tassazione dei beni nel luogo della loro fruizione, affermando che i beni devono considerarsi trasportati per conto del fornitore se quest’ultimo ha un ruolo preponderante nell’iniziativa economica o nell’organizzazione delle fasi essenziali del trasporto, identificando a tal fine gli elementi concorrenti da tenere in considerazione (modalità utilizzate per il  pagamento, importanza attribuita al trasporto rispetto alle modalità che caratterizzano l’attività del fornitore).
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