SENZA SANZIONI LA NON APPLICAZIONE DELL’IVA SULLE PRESTAZIONI MEDICHE DI CHIRURGIA ESTETICA
CONSULENZA TRIBUTARIA, SOCIETARIA E DEL LAVORO
SENZA SANZIONI LA NON APPLICAZIONE DELL’IVA SULLE PRESTAZIONI MEDICHE DI CHIRURGIA ESTETICA

SENZA SANZIONI LA NON APPLICAZIONE DELL’IVA SULLE PRESTAZIONI MEDICHE DI CHIRURGIA ESTETICA

28 DIC 2023
La prima sezione della Corte di Giustizia tributaria di secondo grado delle Marche, con la sentenza n. 889 del 27.10.2023 (Presidente e relatore D’Aprile), ha affermato che spetta al medico provare l’esenzione IVA, dovendo egli richiedere al paziente, al momento del pagamento, il consenso all’utilizzo della documentazione medica ai fini fiscali per dimostrarne, all’occorrenza, la spettanza dell’esenzione.
Il Collegio giunge alle proprie determinazioni in considerazione dell’orientamento della giurisprudenza di legittimità, secondo la quale, tali prestazioni sono esenti da imposta, nei limiti in cui sono finalizzate a trattare o curare persone che, a seguito di una malattia, di un trauma o di un handicap fisico congenito, subiscono disagi psico-fisici e, dunque, sono rivolte alla tutela della salute, (Cass. sez. VI 13/10/2021 n. 27947, Cass. sez. VI 13/9/2022 n. 26906).
Ai fini del raggiungimento della prova per l'esenzione, aggiunge il collegio, non è sufficiente una mera descrizione degli interventi effettuati ma occorre disporre di documentazione clinica attendibile, completa e non anonima, identificativa del tipo di intervento eseguito e delle necessità terapeutiche sottostanti, adempimento che grava sul ricorrente e che in ogni caso, non può finire sull’organo giudicante mediante richiesta di ordine di esibizione.
Invero, la sentenza non tiene in debita considerazione l’avvento del nuovo comma 5-bis dell’art. 7 del D.lgs. 546/92, disposizione introdotta il 15.09.2022 dalla legge n.130 e quindi dopo il deposito delle sentenze di legittimità richiamate in motivazione, che impone all’Ufficio e non al contribuente, quale attore in senso sostanziale, l’onere di provare i fatti costitutivi posti a fondamento della pretesa e non poteva tener conto, della nuova disposizione entrata in vigore il 19.12.2023, che all’articolo 4-quater, della legge di conversione al Dl 145/2023, ha previsto l’esenzione dall’imposta a condizione che le finalità terapeutiche risultino da apposita attestazione medica.
Invece, risulta di interesse l’accoglimento della non debenza delle sanzioni, perché il medico si è attenuto alle istruzioni dell’amministrazione finanziaria (circolare n. 4/2005), che possono aver generato obiettive condizioni di incertezza sulla portata e sull’ambito di applicazione delle disposizioni.
Ricordiamo infatti che la normativa degli Stati membri deve essere formulata in modo inequivoco, al fine di consentire ai soggetti interessati di conoscere i loro diritti ed obblighi in modo chiaro e preciso e ai giudici nazionali di garantirne l’osservanza, (Sentenza Corte UE Commissione/Italia, 257/86, punto 12), invece, la disposizione che attribuisce l’esenzione è formulata in modo generalizzato e non stabilisce che le prestazioni di chirurgia estetica, debbano essere trattate diversamente dalle altre prestazioni mediche e la circostanza che la circolare n. 4/E del 2005, abbia inteso includerle tutte nel regime di esenzione, senza distinzione alcuna, poiché avvinte dal “benessere psico-fisico” quale declinazione del diritto alla salute della persona, non può che convincerci circa la non debenza delle sanzioni.

sentenza-del-27_10_2023-n.-889-corte-di-giustizia-tributaria-di-secondo-grado-delle-marche-sezione_collegio-1.pdf
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