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NESSUNA PROVA DI RESISTENZA PER I TRIBUTI ARMONIZZATI SE LA LEGGE  RICHIEDE IL CONTRADDITTORIO

NESSUNA PROVA DI RESISTENZA PER I TRIBUTI ARMONIZZATI SE LA LEGGE RICHIEDE IL CONTRADDITTORIO

17 GENN 2019
Con sentenza n. 701 del 15.1.2019 la Corte di Cassazione, ha stabilito che la necessità di attuare il preventivo contraddittorio tra le parti, nei casi di cui all'art. 12 co. 7 della L. 212/2000 (accesso, ispezione o verifica), sussiste per qualsiasi tipo di tributo e, se si tratta di tributi armonizzati, non occorre dimostrare, in caso di inosservanza dell'obbligo, che qualora il confronto fosse stato instaurato il procedimento avrebbe potuto avere un esito differente (c.d. prova di resistenza). La Corte in sostanza ritiene di non poter avvallare un'interpretazione dell'art. 12 comma 7 dello Statuto che restringa la protezione da accordare ai tributi armonizzati rispetto a quella che è assicurata dal diritto interno ai tributi non armonizzati, discostandosi così dalla precedente pronuncia n. 2482/2015 che aveva sancito, per i tributi armonizzati, la necessità di operare un prova di resistenza, al fine della valutazione del rispetto del contraddittorio endoprocedimentale.
Alle medesime conclusioni occorre giungere quando l'obbligo di preventivo contraddittorio è imposto da altre norme di diritto interno.
Nel caso in cui la controversia verta su tributi armonizzati come l'IVA, il contraddittorio, in assenza di una norma nazionale che espressamente lo contempli, è necessario, ma occorre che, in giudizio, venga fornita la c.d. prova di resistenza.






cassaz701.2019-art-12-comma-7.pdf
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