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LE PERDITE RIPETUTE NON GIUSTIFICANO L'ACCERTAMENTO INDUTTIVO

04 LUG 2020
 La Cassazione con la sentenza n. 13488 del 2.7.2020 ha stabilito che la dichiarazione di continue perdite non può di per sè costituire valido fondamento per giustificare il ricorso ad un accertamento induttivo puro, ciò nonostante il giudice di merito può ricondurre la pretesa impositiva nella giusta misura.
Secondo i giudici indici quali la non congruità agli studi di settore, la dichiarazione di perdite per più anni e la dichiarazione di un valore dei beni strumentali non coincidente con quanto indicato in contabilità, non compromette l’intero assetto contabile e quindi, a mio giudizio, il contribuente, non avendo commesso alcuna infrazione contabile, non doveva nemmeno essere accertato, o meglio non poteva esserlo.
Invero, accettare il ragionamento della Cassazione, significa implicitamente accettare che il giudice possa sostituirsi nel ruolo degli uffici, utilizzando una metodologia accertativa (l’accertamento analitico-induttivo) non adottata dagli uffici, che hanno proceduto con induttivo puro.

le-continue-perdite-di-esercizio-non-fanno-scattare-laccertamento-induttivo-puro.pdf
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