CONSULENZA TRIBUTARIA, SOCIETARIA E DEL LAVORO
LA NUOVA PROCEDURA DI ALLERTA

LA NUOVA PROCEDURA DI ALLERTA

14 NOV 2017
Come noto l’11 ottobre 2017 il Senato ha approvato in via definitiva il disegno di legge recante la delega al Governo per la riforma delle discipline della crisi di impresa e dell’insolvenza. Il governo ha, dunque, 12 mesi per adottare uno o più decreti legislativi apportanti le modifiche alla Legge fallimentare.
Una delle principali novità è senza dubbio la procedura di allerta il cui scopo è quello di anticipare il più possibile l’emersione della crisi aziendale e agevolare il raggiungimento di un accordo tra debitore e creditori. Tale procedura, che possiamo definire non giudiziale, dovrà essere gestita da un apposito organismo costituito presso la Camera di Commercio, che sarà composto da almeno tre esperti (Collegio) ed assisterà il debitore nella composizione della crisi.
Il procedimento avrà inizio su istanza di parte e il suo obiettivo sarà, infatti, quello di raggiungere una soluzione della crisi concordata tra debitore e creditori, entro un termine ragionevole che non dovrà superare i sei mesi. Qualora invece il Collegio dovesse riscontrare  l’impossibilità di raggiungere il predetto accordo, l’organismo dovrà dare comunicazione al pubblico ministero presso il tribunale in cui ha sede il debitore.
Fondamentale sarà il ruolo degli organi di controllo societari (collegio sindacale, revisori o società di revisione) in quanto dovranno attivarsi in tempi brevi per far emergere gli indizi della crisi, ovvero dovranno dare immediato avviso della loro presenza all’organo amministrativo della società. Il revisore sarà inoltre tenuto a verificare se sussistono i presupposti della continuità aziendale e della consistenza minima obbligatoria.
Durante l’arco temporale necessario per la composizione della crisi il debitore potrà richiedere, alla sezione specializzata in materia di impresa, l’adozione delle misure protettive indispensabili per condurre a termine le trattative in corso. Misure queste, che verranno revocate anche d’ufficio nell’ipotesi in cui dovesse riscontrarsi l’impossibilità di raggiungere una composizione concordata della crisi oppure qualora la loro attuazione non sia efficace.
La nuova disciplina prevederà anche delle misure premiali in favore dell’imprenditore, volte a far emergere in tempo lo stato di crisi che colpisce l’azienda.
 
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