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ABUSO DEL DIRITTO: L'AGENZIA NON PUO' SINDACARE LE SCELTE IMPRENDITORIALI

ABUSO DEL DIRITTO: L'AGENZIA NON PUO' SINDACARE LE SCELTE IMPRENDITORIALI

18 DIC 2018
Ancora una volta la Corte di Cassazione si esprime confermando l’orientamento per cui non sussiste abuso del diritto quando le operazioni poste in essere possono spiegarsi diversamente dal mero conseguimento del risparmio d’imposta e lo strumento utilizzato, è offerto dall’ordinamento tributario stesso. Con l’ordinanza n. 31613 del 2018 gli Ermellini hanno, infatti, statuito che in presenza di una complessa operazione di riorganizzazione della struttura societaria tra imprese riconducibili al medesimo gruppo economico e assistita da valide ragioni economiche, non può parlarsi di abuso di diritto anche in presenza di un risparmio fiscale. In particolare la Suprema Corte ha confermato la sentenza di di secondo grado in cui la Ctr del Veneto aveva ritenuto insindacabili le scelte imprenditoriali della società , sulla base del principio di libertà delle iniziative economiche affermando che “nel momento in cui l’Amministrazione indica come gli operatori economici devono comportarsi per raggiungere un determinato scopo, essa assume un ruolo che non le compete e non giustifica i poteri di accertamento”. L’enunciazione, quindi, da parte dell’Ufficio di strumenti legislativi alternativi rappresenta soltanto “una diversa concezione…alla quale il contribuente non è tenuto a uniformarsi”. I giudici hanno così confermato l’esistenza delle valide ragioni economiche, rappresentate dallo scopo della fusione e (scissione), ovvero creare una scissione dei rami di azienda cartotecnico e immobiliare, a nulla rilevando il risparmio d'imposta conseguito




cass.31613-18-abusodeldiritto.pdf.   
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