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CREDITO DEL COMMERCIALISTA IN PREDEDUZIONE ANCHE SE LA SOCIETA' FALLISCE

CREDITO DEL COMMERCIALISTA IN PREDEDUZIONE ANCHE SE LA SOCIETA' FALLISCE

16 MAG 2018
La Corte di Cassazione con l'ordinanza 12017 del 16 maggio 20048 ha stabilito che il credito del commercialista per la l'attestazione del piano del concordato preventivo va in prededuzione anche se la procedura sfocia nel fallimento della società.
Secondo i Giudici di legittimità l'utilità concreta per la massa dei creditori non è ricompresa, tra i requisiti richiesti per ottenere il privilegio sull'onorario, perchè la prededuzione costituisce un'eccezione al principio della par condicio che intende favorire il ricorso a forme di soluzione concordata della crisi, soggetta alla sola verifica delle condizioni previste dalla legge, mentre l'utilità concreta per la massa dei creditori non rientra nei requisiti richiesti e nelle finalità perseguite dalla norma e non deve perciò essere in alcun modo indagata.
Gli ermellini hanno poi affermato che non v'è dubbio che il credito del professionista che ha predisposto l'attestazione rientra tra i crediti sorti in funzione di quest'ultima procedura e, come tale va soddisfatto in prededuzione nel successivo fallimento, “senza che, ai fini di tale collocazione, debba essere accertato, con valutazione ex post, che la prestazione resa sia stata concretamente utile per la massa in ragione dei risultati raggiunti".
Val la pena di ricordare che quando la Cassazione si esprime con ordinanza, vuole indicare la pacificità della questione, eppure taluni curatori del Tribunale di Rimini non conoscono questa giurisprudenza ed i Giudici avallano  tale condotta generando un inutile contenzioso e danni alla procedura.  

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