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COME SI DEDUCONO LE SPESE DEI PROFESSIONISTI PER LA DIFESA

COME SI DEDUCONO LE SPESE DEI PROFESSIONISTI PER LA DIFESA

12 APR 2017
La Suprema Corte di Cassazione con la sentenza n. 16969 dell'11.08.2016, ha ribadito che le prestazioni di servizi relative alla rappresentanza in giudizio si considerano ultimate al momento del deposito della sentenza, confermando così che la loro deducibilità, per quanto concerne il principio di competenza, è legata alla conclusione di ciascun grado di giudizio.
La vicenda nasceva da una contestazione dell’amministrazione finanziaria che aveva contestato ad una azienda i costi per la difesa che erano stati dedotti nel periodo d’imposta in cui il professionista  aveva emesso la fattura.
Tale contestazione si fondava sulla contenuto del secondo comma dell’articolo 109 del TUIR, nella parte in cui stabilisce che le spese per servizi, che non prevedono attività a esecuzione continuata o periodica, si considerano sostenute alla data in cui le prestazioni sono ultimate.
Per chi come me deve cimentarsi con la chiusura dei bilanci, capita però che alla data di chiusura dell’esercizio tali prestazioni non risultino ancora ultimate, (mancano magari il deposito delle memorie o la discussione del ricorso) ed il professionista sia già stato in tutto o in parte pagato, oppure che alla medesima data sia stata ultimata la prestazione che però non risulta correttamente imputata o pagata.
E' qui che torna utile l’insegnamento della Suprema Corte secondo la quale è proprio l’ultimazione della prestazione a creare il discrimine per determinare la deducibilità di un costo professionale in base al principio di competenza, discrimine difficilmente individuabile allorquando la prestazione sia relativa alla difesa del professionista perchè, come noto, essa si articola in diverse fasi, quasi mai contrattualmente, temporalmente ed economicamente identificate.  
Sul punto si è anche espressa Assonime, secondo la quale, le parti ben possono regolare il pagamento dei compensi collegandoli ad ogni singola prestazione svolta dal difensore, rendendo così competentemente deducibili le singole prestazioni in relazione al loro progressivo completamento.
Tale ipotesi non risulta ovviamente sostenibile in assenza di un contratto contenente le diverse specifiche economiche e temporali e può riguardare anche le altre prestazioni professionali, (diverse dalla difesa), relative ad incarichi complessi e collegati oppure ad una molteplicità di atti da eseguire, mentre è certamente meno complesso determinare la corretta competenza delle spese per attività relative a prestazioni con carattere non continuativo, essendo in tal caso rilevante il solo completamento della prestazione professionale.
 
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