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ACCESSO DOMICILIARE SOLO SE AUTORIZZATO DAL PROCURATORE

ACCESSO DOMICILIARE SOLO SE AUTORIZZATO DAL PROCURATORE

15 MAG 2018
La suprema Corte di cassazione con l’ordinanza n. 13711 del 30.05.2018 ha stabilito che l’accesso nell'immobile utilizzato promiscuamente (abitazione e ufficio) deve sempre essere autorizzato dalla Procura della Repubblica.
I giudici corollando quanto da tempo sostenuto hanno poi affermato che i dati acquisiti con il consenso del verificato non sono comunque utilizzabili, perchè nessuna norma tributaria subordina l’autorizzazione alla volontà del soggetto sottoposto a verifica. 
Com'è noto la giurisprudenza aveva già da tempo chiarito che nel caso di accesso domiciliare ed in mancanza dell'autorizzazione, risultano inutilizzabili gli elementi probatori posti a fondamento dell'avviso di accertamento.
Infatti, ricordiamo che se i locali sono utilizzati promiscuamente, è sempre necessaria l’autorizzazione del Procuratore della Repubblica, qualora invece l'accesso riguardi l'abitazione occorre un’autorizzazione con specifica indicazione dei gravi indizi di violazione delle norme tributarie.

accesso-irregolare.pdf
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